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SOSTEGNO AI RIFUGIATI - Evento benefico organizzato dal Roma Club Madrid

RIFUGIATI: TRA PACE E TRAGEDIA – Il progetto fotografico di Federica Foddi in mostra a Madrid

Federica Foddi, nata a San Benedetto del Tronto nel 1993, è circondata dall’arte fin da bambina, con una madre appassionata di fotografia ed un padre barman. Rimanendo sempre nel mondo artistico fra fotografie, graffiti, pittura e scrittura, viaggiatrice compulsiva ed amante di culture diverse, ha dato vita nel 2013, durante il periodo universitario, ad un progetto fotografico di reportage in Tailandia intitolato “I miei occhi al mondo” per il quale, partendo da Bangkok, ha percorso la nazione da nord a sud.

Specializzatasi come fotoreporter documentarista, alle prese con la realizzazione di un libro e ulteriori lavori come videomaker, i viaggi sono sempre stati parte della sua vita: Tailandia, Spagna, Messico, Dubai, Grecia e ancora Spagna. La voglia di fotografare, documentare e raccontare fanno parte di lei da sempre. Durante un recente viaggio ad Atene ha visitato il campo profughi della zona, documentando la situazione attuale dei rifugiati a seguito degli avvenimenti del 2015. Basata a Madrid, presto tornerà a vivere in Messico.

La mostra fotografica dal titolo Refugiados. Entre Paz y Tragedia, progetto nato proprio dal suo viaggio ad Atene, verrà presentata domani 14 giugno, a partire dalle ore 18:00, presso El Naranja Café di Calle San Vicente Ferrer 53, nel quartiere di Malasaña. L’evento, organizzato in collaborazione con il Roma Club Madrid e patrocinato dall’Associazione SOS Refugiados Spain, ha l’obiettivo di raccogliere fondi in favore dei rifugiati.



Federica, come mai ti trovi a Madrid? Mi trovo qui da quasi due anni. Arrivai, in realtà, di passaggio, semplicemente per specializzarmi come fotoreporter documentarista; successivamente è diventata la mia base ed oramai la considero la mia casa.

Da quanto tempo ti occupi di fotografia? Mi occupo di fotografia da sempre, da quando ne ho memoria, ma prima era più che altro un hobby. A livello professionale, me ne occupo concretamente da quasi 5 anni.

Com’è nata questa passione? La passione penso sia nata grazie a mia madre, appassionata di fotografia e video. Con la sua reflex mi scattava foto in continuazione e, nei momenti di pausa, ho iniziato a giocherellare e a fare anch’io qualche scatto. Ricordo ancora la sua espressione quando mi regalò una vecchia macchina fotografica a rullino (all’epoca modernissima), per immortalare la mia prima gita scolastica: tornai con un rullino pieno di foto senza volti, avendo fotografato di continuo quel viaggio dal primo giorno all’ultimo. Quando le sviluppammo mia madre rise e disse: “non hai fotografato, hai documentato”. In quel momento capii ciò che avrei voluto fare nella vita.

Qual è il tuo settore di interesse? I miei settori di interesse sono, da sempre, i temi sociali ed il reportage. Amo poter raccontare tramite il mio più grande amore – il mio lavoro – ciò che accade sotto gli occhi di tutti; avvenimenti che, a volte, non abbiamo tempo di vedere né, tantomeno, di approfondire. Sono aperta a tutto ciò che è fotografia e apprendimento, non precludendomi assolutamente nulla. Mi diverto molto anche in occasione di matrimoni ed eventi. Lo trovo un ottimo allenamento sulla velocità dello scatto e sul rapporto umano, che mi aiuta a maturare una sempre maggiore empatia: nel nostro lavoro, come nella vita d’altronde, penso sia uno strumento fondamentale.

Recentemente hai visitato un campo profughi ad Atene. Parlaci di questa tua esperienza. Prima del viaggio sapevo che avrei provato emozioni intense ma la realtà ha superato di gran lunga le aspettative. La situazione è veramente delicata e, anche solo parlarne, mi fa venire le lacrime agli occhi. I rifugiati non sono pericolosi: al contrario, sono loro ad essere in pericolo ed hanno seriamente bisogno di sostegno psicologico, sanitario, scolastico, burocratico e logistico. Consiglio a chiunque di passare anche un solo giorno con loro e viverli in prima persona, per capire che dopo tutto non sono poi così diversi da noi. La loro diversità sta nel dover affrontare ogni giorno tantissime difficoltà.

È così che è nata l’idea della mostra “Refugiados. Entre Paz y Tragedia”? Il progetto è nato grazie ad una telefonata: “Fede, so che questa esperienza posso viverla solo con te. Partiamo per Atene?”. La persona dall’altro capo del telefono era Yasmin Reyes Sambrana: amica, stilista e creatrice della marca di abbigliamento per bambini Kuuki Concept, un brand nato per scopi umanitari e solidali. Yasmin voleva che documentassi la situazione dei rifugiati per suo conto. Così, zaino in spalla e materiale fotografico in mano, siamo partite! Sapete, invece, chi ha scelto il titolo? Una rifugiata di 18 anni, siriana, di nome Hala: una delle tante splendide anime conosciute lì. Il titolo è nato a casa sua, mentre ero stata invitata dalla sua famiglia, composta da 7 persone, a cenare con loro con quel poco che avevano. Così, fra uno sguardo e l’altro, le ho chiesto: “Come ti senti?”, e lei mi ha risposto: “Rifugiata, fra la pace e la tragedia”. Ci siamo sorrise: avevamo inconsapevolmente trovato il titolo del progetto. Da lì, ovviamente, la voglia di esporlo e di renderlo noto.

Come si svolgerà l’evento? L’evento consiste in una esposizione del lavoro da me realizzato ad Atene e sarà un momento di aggregazione e solidarietà. Mi ritengo molto fortunata: ho potuto allestire in brevissimo tempo questa mostra grazie al supporto di diverse persone, che da subito hanno preso a cuore l’idea. Vorrei, quindi cogliere l’ occasione per ringraziare tutti e, in particolar modo, il mio carissimo amico Alessio Lupino, del Roma Club Madrid, che per questa iniziativa si è impegnato davvero tantissimo.

A chi verranno devoluti i fondi? I fondi verranno devoluti direttamente all’Associazione SOS Refugiados SPAIN, che opera nel territorio e provvederà alle esigenze imminenti dei rifugiati. Speriamo, quindi, di vedervi davvero in tanti!


Per informazioni, contattare: federicafoddi1@gmail.com





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